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Chi sono

Mi chiamo Elisabetta Corrà: sono una scrittrice. Osservo e racconto la sesta estinzione di massa in Antropocene. Ho fatto parte come reporter free lance della gloriosa redazione ambiente de La Stampa (dal 2013 al 2020).

Sono stata ospite dello HUMBOLDT FORUM di Berlino, partecipando alla serie di podcast (audio-guida per il pubblico) che accompagnano la mostra LIVING WITH DEATH. Una conversazione su Antropocene, cambiamento climatico ed estinzione con il professor Carsten Lüter (Museum für Naturkunde Berlin) e con la giornalista Lydia Heller (Deutschland Rundfunk – Kultur). Ho anche scritto per lo HUMBOLDT FORUM: “Wounds are a source for new responsibility”.

Tracking Exinction è tra i “siti amici” di PIKAIA.EU, il magazine di biologia evolutiva diretto da Telmo Pievani.

Partnership:

MUSEUM AND THE CITY – Blog der staatlichen Museum zu Berlin (Preußischer Kulturbesitz), 2024, with Alice Mestriner and Ahad Moslemi (@alice_ahad), Dust is the plastic memory of the world: a conversation with Alice and Ahad’ .

Invited speaker:

XR MILANO Libreria Verso, OPEN, RADIO POPOLARE, BOOKCITY 2018, CORDIALI CONVIVI 2024, PARCO NATURA VIVA VERONA, BIBLIOTECA DELLE OBLATE FIRENZE


Gli effetti dell’estinzione tracimano ben oltre i reportage naturalistici. Il fotografo e artista tedesco Andréas Lang mi ha chiesto di scrivere un saggio sulle tracce lasciate dall’estinzione coloniale nel Chad durante la dominazione tedesca a inizio Novecento per la sua opera “A Phantom geography“. Il lavoro di Lang è una impressionante e dettagliata ricostruzione storica del lascito coloniale tra Chad e Cameroon: sui paesaggi, sulle persone, sulle faune. Il volume è edito da Spector Books, Leipzig (Deutschland). Andréas ha raccontato la storia di questo libro alla televisione tedesca TTT.


Perché parlare di estinzione?

La sesta estinzione di massa è la condizione ecologica, storica ed esistenziale dell’umantà del XXI secolo.

L’estinzione di massa delle specie animali condiziona il nostro modo di comprendere la realtà. L’estinzione non è solo il contesto biologico della nostra epoca. L’estinzione è anche il colore, il rumore di sottofondo, la Stimmung del XXI secolo.

L’estinzione delle specie animali è parte della vita moderna. Non saremmo mai diventati “moderni” se non avessimo innescato la defaunazione del nostro Pianeta. Ecco perché il destino degli animali non solo ci riguarda, ma, in fondo, è il nostro stesso destino.

La sesta estinzione di massa non è un fenomeno estemporaneo o un evento improvviso. È una caratteristica intrinseca, intima, inevitabile della civiltà moderna. E quindi non può essere né pensata né capita al di fuori di un pensiero nuovo sulla civiltà umana.

Esplorare le cause storiche della sesta estinzione di massa significa quindi esplorare la cultura moderna. Non potremo mai capire che cosa sta succedendo agli animali, fino a quando non comprenderemo che cosa è successo a noi.

Ma l’uso sistematico dell’estinzione è una peculiarità della civiltà europea, che se ne è servita per approntare i propri apparati di conoscenza naturalistica e per conquistare continenti sconosciuti. Perciò, per quanto disturbante possa essere, esplorare le origini storiche dell’estinzione vuol dire addentrarsi con uno sguardo nuovo nello splendore delle arti e del pensiero occidentale.

Il discorso sul post-colonialismo e sul colonialismo è dunque essenziale per capire come e perché abbiamo annichilito la biosfera.


Per contattarmi:

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(Photo Credits: British Museum)

Una-tantum
Mensile
Annuale

SOSTIENI TRACKING EXTINCTION – Ebbene sì, la maggior parte di noi non sa di vivere nel tempo della sesta estinzione di massa, eppure siamo testimoni di una ecatombe biologica. Tracking Extinction è un magazine indipendente, che lavora sempre su dati scientifici in peer review e non riceve finanziamenti occulti o in conflitto di interesse. E qui non ci sono solo informazioni attendibili. Perché questo è un magazine di approfondimento: scenari, analisi, insight dentro argomenti connessi, ma percepiti come separati. Tracking Extinction è quindi un magazine sperimentale, in un Paese, l’Italia, fortemente conservatore e culturalmente fermo. Sostenerlo economicamente significa agire da persona libera, dotata di capacità critica e di uno schietto anticonformismo.

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